GIOVANNI VERGA NEDDA PDF

He began writing in his teens, producing the largely unpublished, but currently quite famous, historical novel Amore e Patria Love and Country ; then, although nominally studying law at the University of Catania , he used money his father had given him to publish his I carbonari della montagna The Carbonari of the Mountain in and This was followed by Sulle lagune On the Lagoons in Portrait of Verga, by Antonino Gandolfo. Meanwhile, Verga had been serving in the Catania National Guard —64 , after which he travelled to Florence several times, settling there in He moved to Milan in , where he developed his new approach, characterized by the use of dialogue to develop character, which resulted in his most significant works. He then embarked on a projected series of five novels, but only completed two, I Malavoglia and Mastro-don Gesualdo , the second of which was the last major work of his literary career.

Author:Bakinos Sall
Country:Grenada
Language:English (Spanish)
Genre:Art
Published (Last):12 September 2015
Pages:455
PDF File Size:8.5 Mb
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ISBN:500-5-54925-851-5
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La ragazza, che teneva il mento sui ginocchi, alzт su quella che aveva parlato certi occhioni neri, scintillanti, ma asciutti, quasi impassibili, e tornт a chinarli, senza aprir bocca, sui suoi piedi nudi. Allora due o tre si volsero verso di lei, mentre le altre si sbandavano ciarlando tutte in una volta come gazze che festeggiano il lauto pascolo, e le dissero: - O allora perchй hai lasciato tua madre?

E il medico? Tutte si affollarono attorno al focolare, ove la castalda distribuiva con paziente parsimonia le mestolate di fave. Nedda aspettava ultima, colla sua scodelletta sotto il braccio. Forse sarebbe stata bella, se gli stenti e le fatiche non ne avessero alterato profondamente non solo le sembianze gentili della donna, ma direi anche la forma umana. I suoi capelli erano neri, folti, arruffati, appena annodati con dello spago; aveva denti bianchi come avorio, e una certa grossolana avvenenza di lineamenti che rendeva attraente il suo sorriso.

Le sue membra schiacciate da pesi enormi, o sviluppate violentemente da sforzi penosi, erano diventate grossolane, senza esser robuste. La vendemmia, la messe, la raccolta delle olive per lei erano delle feste, dei giorni di baldoria, un passatempo, anzichй una fatica.

И vero bensм che fruttavano appena la metа di una buona giornata estiva da manovale, la quale dava 13 bravi soldi! I cenci sovrapposti in forma di vesti rendevano grottesca quella che avrebbe dovuto essere la delicata bellezza muliebre. Nedda sporse la sua scodella, e la castalda ci versт quello che rimaneva di fave nella pentola, e non era molto. Non sai che gli ultimi hanno quel che avanza?

La povera ragazza chinт gli occhi sulla broda nera che fumava nella sua scodella, come se meritasse il rimprovero, e andт pian pianino perchй il contenuto non si versasse. La castalda intuonт il rosario, le avemarie si seguirono col loro monotono brontolio, accompagnate da qualche sbadiglio. Dopo le litanie si pregт per i vivi e per i morti, e allora gli occhi della povera Nedda si riempirono di lagrime, e dimenticт di rispondere amen. Poi la castalda diede la santa notte, prese la lucerna e andт via.

Le ultime fiamme gettarono vacillanti chiaroscuri sui gruppi e su gli atteggiamenti diversi. Le donne dormivano in cucina, e gli uomini nel fienile. Quando il fattore le ebbe fatto il suo conto, Nedda venne a sapere che, detratte le due giornate e mezza di riposo forzato, restava ad avere quaranta soldi. La povera ragazza non osт aprir bocca.

Solo le si riempirono gli occhi di lagrime. Tre carlini, oltre la minestra! Nedda raccolse quei pochi cenci che erano suoi, e disse addio alle compagne. Il sole era tramontato da qualche tempo e le ombre salivano rapidamente verso la cima della montagna. Nedda camminava sollecita, e quando le tenebre si fecero profonde, cominciт a cantare come un uccelletto spaventato. Ogni dieci passi voltavasi indietro, paurosa, e allorchй un sasso, smosso dalla pioggia che era caduta, sdrucciolava dal muricciolo, o il vento le spruzzava bruscamente addosso a guisa di gragnuola la pioggia raccolta nelle foglie degli alberi, ella si fermava tutta tremante, come una capretta sbrancata.

Quel lumicino le dava coraggio, e la faceva pregare per la sua povera mamma. Infilт allegramente la via del villaggio, cantando a squarciagola la sua bella canzone, e tenendo stretti nella mano, dentro la tasca del grembiule, i suoi quaranta soldi. Passando dinanzi alla farmacia vide lo speziale ed il notaro tutti inferraiuolati che giocavano a carte. Quando fu ai primi alberi del diritto viale di Ravanusa, incontrт un paio di buoi che venivano a passo lento ruminando tranquillamente.

E le parve che le stelle splendessero come soli, che tutti gli alberi, noti uno per uno, stendessero i rami sulla sua testa per proteggerla, e i sassi della via le accarezzassero i piedi indolenziti. Una triste visita davvero! Lo zio Giovanni vide a tarda ora della sera la Nedda che correva sulla strada di Punta.

Lo zio Giovanni era economo e brontolone. Fai a mio modo, Nedda, risparmia quei quattrini e vatti a star colla tua vecchia. Lo zio Giovanni rispose con un brontolio. Poi le gridт dietro: - Ohe! Farт piщ presto di te, non dubitare. Intanto non lascerai sola la povera malata -.

Alla ragazza vennero le lagrime agli occhi. La moribonda udм il suono dei soldi che Nedda posava sul deschetto, e la interrogт cogli occhi. Ma non abbiate paura, mamma! Io lavorerт! Il giorno dopo vennero i becchini, il sagrestano e le comari. Ella si era alzata udendo dei passi nella viottola, perchй non aspettava piщ nessuno.

Ella si strinse nelle spalle, e non rispose. Il vecchio si assise accanto a lei, sulla soglia, e non aggiunse altro. Nedda pensт che era forse quello stesso di due sere innanzi, e sentм gonfiarsi il cuore. Vuoi andare? La mia povera mamma non ha voluto costarmi molti giorni di riposo. Cercherai di massaro Vinirannu, e dirai che ti mando io. La Nedda si fece rossa, come se facesse lei quella buona azione. Poi, dopo qualche istante riprese: - Se il signor curato dicesse domani la messa per la mamma, io gli farei due giornate di lavoro, alla raccolta delle fave.

Allora le parve di trovarsi sola al mondo, ed ebbe paura di dormire in quel povero lettuccio ove soleva coricarsi accanto alla sua mamma. La campana della chiesuola chiamava a messa. Egli si volse in lа, ed accese la pipa, come deve fare un uomo. Il giovane le tenne dietro fischiettando, e la guardava a camminare svelta e senza voltarsi indietro, colla sua veste nuova di fustagno che faceva delle belle pieghe pesanti, le sue brave scarpette, e la sua mantellina fiammante. Ella sorrise senza guardarlo; ripiegт accuratamente il fazzoletto, studiando i segni che avevano lasciato le pieghe, e si mise a canticchiare una canzonetta che non soleva tornarle in bocca da lungo tempo.

La pentola rotta, posta sul davanzale, era ricca di garofani in boccio. Ella si volse in lа. Egli alzт le spalle: - Dove andrai tu domani!

Ella gli diede un buffetto, e scappт dentro. Hai inteso? Nedda, che aveva udito da dietro il muricciolo, si fece rossa, sebbene nessuno la vedesse. I passerotti, che si erano svegliati alle voci mattutine, cominciarono a pigolare dietro il nido. Il prezzo del vino era salito, e un ricco proprietario faceva dissodare un gran tratto di chiuse da mettere a vigneti.

Il povero diavolo, tanto per non perdere il pane, dovette accontentarsi di discendere dai 30 ai 20 soldi. La domenica poi tutta la brigata si metteva in cammino per vie diverse. Janu e Nedda avevano preso le scorciatoie, e andavano attraverso il castagneto chiacchierando, ridendo, cantando a riprese, e facendo risuonare nelle tasche i grossi soldoni.

Verso il mezzogiorno sedettero al rezzo, per mangiare il loro pan nero e le loro cipolle bianche. Di tratto in tratto si guardavano e ridevano senza saper perchй. Egli la trattenne per le vesti, tutto stravolto, e balbettando parole sconnesse, come non sapendo quel che si facesse. Allorchй si udм nella fattoria vicina il gallo che cantava, Nedda balzт in piedi di soprassalto, e si guardт attorno spaurita.

Andiamo via! Nedda fu vista allontanarsi piangendo dal confessionario, e non comparve fra le fanciulle inginocchiate dinanzi al coro che aspettavano la comunione. Da quel giorno nessuna ragazza onesta le rivolse piщ la parola, e quando andava a messa non trovava posto al solito banco, e bisognava che stesse tutto il tempo ginocchioni: - se la vedevano piangere, pensavano a chissа che peccatacci, e le volgevano le spalle inorridite: - e quelle che le davano da lavorare, ne approfittavano per scemarle il prezzo della giornata.

Le febbri mi ripresero laggiщ, in quella maledetta Piana; ho perso piщ di una settimana di lavoro, ed ho mangiato quei pochi soldi che avevo fatto -. Ella rientrт in fretta, scucм il pagliericcio, e volle dargli quel piccolo gruzzolo che aveva legato in fondo ad una calza.

Dopo la rimondatura ci sposeremo -. Ella lo guardava senza parlare, e sentiva stringersi il cuore, vedendolo cosм pallido e dimagrato. A rivederci presto! Tre giorni dopo udм un gran cicaleccio per la strada.

Si affacciт al muricciolo, e vide in mezzo ad un crocchio di contadini e di comari Janu disteso su di una scala a piuoli, pallido come un cencio lavato, e colla testa fasciata da un fazzoletto tutto sporco di sangue. Il domani egli morм. Allora Nedda, sentendo muoversi dentro di sй qualcosa che quel morto le lasciava come un triste ricordo, volle correre in chiesa a pregare per lui la Vergine Santa.

Sul sacrato incontrт il prete che sapeva la sua vergogna, si nascose il viso nella mantellina e tornт indietro derelitta. Adesso, quando cercava del lavoro, le ridevano in faccia, non per schernire la ragazza colpevole, ma perchй la povera madre non poteva piщ lavorare come prima.

Dopo i primi rifiuti, e le prime risate, ella non osт cercare piщ oltre, e si chiuse nella sua casipola, al pari di un uccelletto ferito che va a rannicchiarsi nel suo nido. Lo zio Giovanni la soccorreva per quel poco che poteva, con quella caritа indulgente e riparatrice senza la quale la morale del curato и ingiusta e sterile, e le impedм cosм di morire di fame.

Che incominci a soffrire almeno il piщ tardi che sia possibile! Le comari la chiamavano sfacciata, perchй non era stata ipocrita, e perchй non era snaturata. Alla povera bambina mancava il latte, giacchй alla madre scarseggiava il pane. Ella deperм rapidamente, e invano Nedda tentт spremere fra i labbruzzi affamati il sangue del suo seno.

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